Curiosità e cultura

Zainetti vintage

Zainetti vintage: per me è Invicta.

Ne ho una collezione di quando andavo a scuola. Forse lo zaino vintage per le generazioni moderne, i millenials, sono oggetti di poco conto. Ma per chi ha più di 30 anni gli zaini vintage rappresentano un momento romantico della loro adolescenza.

Zainetti vintage

Cosa sono gli zainetti vintage?

Lo zainetto vintage è un accessorio davvero imprescindibile nella vita di tutti. 
Dallo zaino di montagna a quello più piccolo che indossiamo per uscire a fare un giro e per conservare i nostri effetti, fino ad arrivare allo zainetto che praticamente tutti noi abbiamo usato per diversi anni: lo zainetto scolastico. 
Hai mai pensato a come ebbero origine gli zainetti?

Com’erano fatti e chi ne disegnò i primi prototipi moderni, introducendo un’ invenzione che ha semplificato la vita di tutti? Mettiti comodo, in quest’articolo ti sveleremo questo e molto altro sul magnifico mondo degli zainetti vintage

Lo zainetto vintage nella storia


Lo zaino non è un’ invenzione moderna, almeno non come lo conosciamo noi oggi. 
Il bisogno di trasportare cose, dagli attrezzi da lavoro ai beni personali fu la scintilla che diede origine a quest’invenzione, invenzione che con il tempo avrebbe assistito ad un’ incredibile evoluzione, adattandosi alle nuove necessità della società umana, fino a convertirsi nel prodotto che oggi conosciamo e apprezziamo. 


A che epoca risalgono i primi zainetti vintage? 


Fin dalla preistoria si hanno prove dell’uso di zainetti primitivi. Nel 1991 ad esempio, venne alla luce quello che è considerato da molti il primo “zainetto”. Risale all’incirca al 3000 a.C. e il suo proprietario è Ötzi, una mummia dell’età del bronzo che la fabbricò usando pelle di animale e la portava con sè durante i suoi viaggi… il primo escursionista della storia


Dai trasportatori di materiali dell’antico Egitto alla sarcina usata dai legionari romani, l’uomo ha sempre cercato il modo di trasportare le proprie pertenenze nel modo più comodo, restando con le mani libere.

Lo zainetto vintage negli anni 20-40


Fu solo nel XX secolo che gli zaini vintage iniziarono a prendere una forma a noi familiare. 


Nel 1922 Lloyd Nelson disegnò la “Trapper Nelson’s Indian Pack Board”, uno zainetto a struttura rigida, adatto all’escursionismo. Era composto da uno scheletro esterno di legno, una tela che fungeva da ammortizzatore per la schiena e una sacca nella quale introdurre le proprie pertenenze. Fu il primo zainetto ad essere prodotto in massa. 


Lo zainetto originale, ispirato agli zaini degli inuit, era fatto con bastoni e pelli di foca. Due anni dopo il viaggio di Nelson in Alaska, si iniziò a produrre in tela di lino o cotone. 

zaini vintage

Pochi anni più tardi il colonnello Henry C. Merriam ideò uno zainetto per l’esercito. Secondo il libro “Uniforms, arms and equipment”, lo zainetto disegnato da Merriam fu tra i primi ad essere disegnati ergonomicamente. 
Nel 1927 cominciò la sua produzione di massa, più che altro destinata all’esercito, con un costo di 70 centesimi di dollaro per zaino. 

Nel 1938 a Boulder, in Colorado, fa la sua apparizione la cerniera.

L’appassionato di escursionismo Gerry Cunningham disegnò il primo zainetto provvisto di quest’innovazione, anzi, non solo lo disegnò, lo fabbricò con le proprie mani con la macchina da cucire del padre. Non essendo soddisfatto dell’indossabilità degli zaini allora disponibili creò uno zaino in nylon provvisto di cerniere con lo scopo di tirar fuori i suoi attrezzi più facilmente durante le scalate. 


La sua passione si convertì poi in un’ attività commerciale con la creazione del brand che porta il suo nome: Gerry. Il detonante di questa decisione fu la sua partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale nella 10° Divisione dell’ Esercito specializzata nel combattimento in montagna.

Quale fu il motivo? La scomodità degli zaini vintage che utilizzavano. 


Ma le innovazioni di Cunningham vanno ben oltre l’introduzione della cerniera. Nel 1947 aggiunse le chiusure a corda, che consentivano agli alpinisti di allacciare rapidamente indumenti e attrezzatura da campeggio in condizioni di freddo e quando mani erano inutilizzabili a causa dei guanti che indossavano.

Spostiamoci a casa nostra. In Italia già esistevano leggi che tutelavano in certa misura l’istruzione obbligatoria, per cui i nostri bisnonni, seppur per pochi anni, erano costretti a mandare i nostri nonni a scuola. 


A quell’epoca, più che veri e propri zainetti vintage, i nostri nonni usavano le cosiddette cartelle, composte perlopiù di tela di sacco militare o avanzi di capi d’abbigliamento ormai inservibili.  
Le cartelle avevano un manico fatto di stoffa o di cinture inutilizzate che permettevano di portarle a tracolla.


Le dimensioni erano ridotte; entrava davvero il minimo indispensabile: un quaderno, un libro e qualche penna. 
Le famiglie più ricche potevano permettersi cartelle più sofisticate, a volte con portapenne incluso. Per i meno abbienti la cartella era di cartone.

cartella vintage
una cartella vintage

Lo zainetto vintage negli anni 50


Gli anni ’50 videro la nascita degli zainetti vintage per la scuola. 


Nel 1950 Åke Nordin creó uno zaino di cotone e con una struttura in legno che si poteva sostenere più in alto sulla schiena per una maggiore comodità. Fu lui a creare successivamente la compagnia Fjällräven, oggi specializzata nella vendita di zaini eleganti e moderni.


I bambini iniziarono a portare gli zainetti vintage a scuola. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, c’erano più materiali disponibili per far sì che gli zaini fossero funzionali, leggeri e alla moda. 

Nel 1952 Dick Kelty, diede origine ad un cambiamento nella struttura degli zaini. Costruì zainetti vintage di nylon dai quali sostituì le vecchie strutture ad U in legno, pesanti e scomode, con leggeri tubi di alluminio. 


Inoltre, aggiunse spallacci imbottiti e una cintura per distribuire meglio il peso. 
Inizialmente, la produzione e la distribuzione fu limitata agli amici, ma presto decise di commercializzare il suo prodotto. Nel 1956 lasciò il suo lavoro come falegname per dedicarsi a tiempo pieno alla sua nuova impresa: la Kelty Packs. 


Gli zainetti di Kelty ebbero grande successo, furono addirittura usati nella spedizione sull’Everest del 1963 e nella spedizione di National Geographic in Antartide nel 1966. 

Lo zainetto vintage negli anni 60/70


Nel 1967 Gerry Cunningham torna a riprendersi la scena con il primo zainetto vintage di nylon moderno denominato “Gerry’s Teardrop Backpack”.
Un anno più tardi raggiunge la perfezione con il “Controlled Weight Distribution”, un sistema che riesce a distribuire il peso uniformemente. 

Sempre nel 1967, nel suo garage in Colorado, Greg Lowe creò il primo zaino con una struttura interna ed una novità assoluta: le rotelle. Un’invenzione che rivoluzionò il modo di viaggiare. 


Dopo gli anni ’60 cominciò un’evoluzione che diede vita agli zainetti vintage che conosciamo oggi.  

Gli zainetti vintage moderni dagli anni 80 in poi


Negli anni ’80, in Italia, Invicta rivoluzionò il mercato degli zainetti vintage scolastici con l’avvento dei modelli “Jolly”.

Lo slogan era tutto un programma: la scuola è bella, addio cartella.
Le cartelle rettangolari, rigide, e prive di spazio vennero sostituite da uno zaino da caricare sulle spalle munito di spallacci.


L’enorme successo che riscontrarono i modelli Jolly di Invicta, ispirò altri grandi marchi come Seven e Kappa a produrre un’infinità di forme, fantasie e modelli di zainetti pensati per gli studenti. 


Nel 1989 Michael Eidson cercò una maniera per trasportare l’acqua durante i suoi giri in bicicletta in Texas. La sua soluzione fu creare uno zainetto che lo idratasse e sostituisse la bottiglietta d’acqua. Il risultato fu il Camelbak, usato ancora oggi in diversi sport, come il ciclismo di montagna.

Eccoci arrivati quasi al capolinea del nostro viaggio nella storia degli zainetti vintage.

 
Quali innovazioni offrono gli zainetti moderni? 


Negli ultimi anni, gli zainetti si sono trasformati in veri e propri gadget tecnologici che rendono la vita più facile ai loro proprietari. 
Ecco qualche esempio:

HP ha sfidato l’industria degli zainetti con la Powerup Backpack, che include una batteria da 22.400 mAh e scompartimenti speciali disegnati per trasportare dispositivi dal PC allo smartphone. 

La sicurezza diventa sempre più importante, così che XD Design ha prodotto Bobby, uno zainetto antitaccheggio fabbricato con vari strati che impediscono di tagliare la tela, la cerniera è nascosta ed è inoltre resistente all’acqua… ma non è tutto: include luci di sicurezza e porta USB. 

Solgaard ha prodotto Lifepakuno zainetto con sistema di antifurto e con il proprio pannello solare in grado di caricare una batteria esterna o un gadget dopo essersi a sua volta ricaricato al sole per circa quattro ore.  

Ma se quello che cerchi è avere uno zainetto che ti consenta di riposare al bisogno, ti presentiamo BagoBago: uno zainetto con sedia incorporata, l’ideale per i viaggi o le escursioni lunghe dove è necessario fare una pausa per godersi il paesaggio e riprendere fiato.

Sembra invece non prendere fiato l’evoluzione degli zainetti che viaggia spedita per regalarci nuove innovazioni con un unico obiettivo: rendere la nostra vita un po’ più facile da portare.

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