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Musica anni 60, quando il vintage è cultura

musica anni 60

La musica è sempre stata un degno compagno di viaggio sociale nella storia dell’umanità. Ma è negli anni ’60, soprattutto in Italia, che la musica diventa moda e tendenza, influisce attivamente sulla moda e il costume in genere, accompagna amori e cambiamenti sociali, insomma, tutta un’altra Musica…

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Il periodo tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli anni Sessanta fu caratterizzato da diversi cambiamenti che riguardarono non solo la parte politica ed economica italiana ma anche gli aspetti sociali e culturali. In questo contesto, anche lo scenario musicale italiano verso la fine degli anni Cinquanta attraversa un periodo di profonda trasformazione. Sono infatti questi gli anni in cui si abbandona pian piano la musica tipica della tradizione popolare, da molti definiti anche come musica leggera, in virtù dell’irruzione delle musiche provenienti dall’oltreoceano, prima fra tutti il rock’n roll con i suoi diversi esponenti. Ma questo è anche il momento in cui si afferma in Italia la voce unica di Domenico Modugno con la sua indimenticabile “Volare”. 

Qual è lo scenario della musica anni 60 nel mondo?

Fino agli inizi degli anni 60, lo scenario musicale era stato dominato dalla musica rock’n roll che inizialmente si era affermato anche come movimento anticonformista; col tempo però questa vena viene a mancare, diventano quasi un genere musicale di tipo commerciale e si afferma invece in maniera prepotente agli inizi degli anni 60 la musica del movimento Beat, che nacque in Inghilterra diffondendosi poi a macchia d’olio prima negli Stati Uniti e successivamente in tutto il mondo. Elemento determinante di questo nuovo stile musicale e dei suoi musicisti è la messa in discussione di tutti gli stili della vita borghese, basandosi su una serie di atteggiamenti provocatori come portare i capelli lunghi, vivere in comunità o praticare religioni orientali. La musica beat può essere considerata un di cui della musica rock’n roll con molte influenze swing e blues, e comportò la nascita di diversi gruppi musicali, inizialmente in Inghilterra e successivamente in molte parti del mondo. Contestualmente negli Stati Uniti tendono ad affermarsi dei generi musicali simili a quelli della musica Beat come il Country e il Folk; sul finire di questo decennio, infine, lo scenario musicale si caratterizza per il rock’n roll che torna alla ribalta seppur con delle sfumature differenti rispetto a quelle degli anni Cinquanta.

I nuovi generi musicali negli anni ’60

Come abbiamo accennato il principale genere musicale che si afferma nel corso degli anni Sessanta è quello della musica Beat, dall’omonimo termine inglese che vuol dire battere, e che nato dal rock si caratterizza per la presenza di diverse influenze di genere blues, swing, skiffle e doo-wop. La particolarità dei ritmi musicali comportò una rapida affermazione e diffusione di questo genere che arrivò anche in Italia dove si caratterizzò soprattutto per la creazione di diverse cover. Elementi tipici di questo genere musicale sono sia la presenza di ritmi afro-americani e melodie tipiche del canto popolare e folcloristico, tipici del rock, ma con un maggiore utilizzo degli strumenti elettrici e con l’esaltazione della componente scenica. Altro elemento che caratterizza questo genere musicale sono la sostituzione del cantante al gruppo musicale composto da 4 o 5 elementi, tra i quali dobbiamo assolutamente menzionare i Beatles e i Rollin Stones che hanno realmente fatto la storia di quest’epoca. 

Altri generi importanti di questo periodo sono il Folk e il Country, tipici degli Stati Uniti, che hanno come elemento comune gli stili tipici della ballata popolare, mantenendone i ritmi e che parlano, accanto ai temi classici, anche del disagio giovanile che accompagna le nuove generazioni. 

Il panorama italiano della musica anni ’60

Lo scenario musicale degli anni Sessanta può essere racchiuso in due elementi principali ossia il forte aumento della produzione musicale e nel relativo ascolto della stessa e dal fatto che i protagonisti di questo boom furono essenzialmente le nuove generazioni.

Sono questi gli anni del vinile, con i dischi che grazie anche ai nuovi ritrovati tecnologici possono essere ascoltati dappertutto, perfino in spiaggia. Sono diversi gli aspetti che riguardano questa enorme crescita nel consumo musicale.

L’organizzazione di festival canori nelle più remote località delle nostra penisola, come ad esempio il famoso Festival di Castrocaro, il Festivalbar o il Cantagiro, un numero crescenti di canzoni da spiaggia ossia tipiche del periodo estivo e che avevano in alcuni cantanti i loro rappresentanti tipici…insomma in linea di massima, le canzoni da spiaggia erano inoltre associate anche ad un ballo, come ad esempio il limbo o l’hully gally, che rendevano ancora più piacevole l’ascolto della musica.

Durante gli anni ’60 il cantante o cantautore cominciò ad essere identificato con la canzone e viceversa, seguendo una tipica impronta data dalla case cinematografiche, i generi proposti dai cantanti italiani erano molto eterogenei. Passando da alcuni quasi sofisticati ad altri invece che potevano essere considerata ribelli e trasgressivi, la presenza massiccia di complessi era notevole, riprendendo un copione già visto nei paesi anglosassoni.

Negli anni Sessanta, lo scenario musicale italiano si contraddistingue anche per la presenza di una nuova figura: il cantautore. Si tratta di cantanti che scrivono loro stessi i testi che propongono, che tendono a distaccarsi dalla massa e ad avere uno stile più ricercato e alternativo, parlando con un linguaggio molto spesso crudo e i cui testi abbandonano completamente lo stile della canzonetta, fatto essenzialmente di rime. In questo ambito troviamo ad esempio gli esponenti della scuola genovese come Gino Paoli, Fabrizio De Andrè, Sergio Endrigo e il compianto Luigi Tenco. Inizialmente questi non ebbero grande rilievo nel pubblico ma pian piano si conquistarono una posizione di tutto rispetto grazie ai loro testi molto impegnati. Lo stesso dicasi di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber che iniziarono la loro avventura nel panorama musicale lavorando in coppia per poi percorrere ognuno la propria strada ma seguendo un ritmo assolutamente originale. 

Playlist musica anni ’60: i 10 migliori internazionali

Come abbiamo detto, gli anni Sessanta sono stati un periodo davvero notevole dal punto di vista della produzione musicale, con molti brani che sono stati davvero punti importanti di questo periodo. Proporre una scaletta che racchiuda i 10 brani migliori di questo periodo è davvero arduo ma di seguito ne proponiamo alcuni, specificando che l’ordine non rappresenta assolutamente una classifica.

Purple Haze di Jimi Hendrix

Like a Rolling Stone di Bob Dylan

(I can’t get no) Satisfaction dei Rolling Stones

Help dei Beatles

Light my fire dei The Doors

The Sound of Silence di Simon & Garfunkel

House of the risign sun degli Animal

My generation dei The Who

Whola lotta love dei The Zeppelin

Pretty Woman di Roy Orbison

Playlist musica anni ’60: Scaletta delle 10 migliori canzoni italiane

Anche il panorama musicale italiano è davvero zeppo di canzoni e cantanti che rendono difficile effettuare una scelta dei 10 migliori brani. Le alternative sono davvero tante e tutte che hanno contrassegnato in modo indelebile un’epoca eccezionale nella storia musicale del nostro paese; in ogni caso una possibile selezione potrebbe essere la seguente.

Bandiera Gialla di Gianni Pettenati

Mi ritorni in mente di Lucio Battisti

29 settembre dell’Equipe 84

Sognando la California dei Dik Dik

Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco

Cuore matto di Little Tony

La gatta di Gino Paoli

Io ho in mente di te di Equipe 84

Acqua azzurra, acqua chiara di Lucio Battisti

La partita di pallone di Rita Pavone

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