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La penna stilografica, molto di più di un vezzo

la penna stilografica

La penna stilografica, cosa significa scrivere con lei, come si scrive e che sensazioni ci da una stilo?

La penna stilografica è un oggetto che ho sempre considerato di classe.

Forse per le forme, forse perché l’ho sempre vista in mano a personaggi, specialmente nei film e sul grande schermo in genere. La stilo conferiva subito a questi personaggi un aspetto che non si può che definire da “veri uomini”. Ad esempio ne “Il Grande Gatsby” del 2013, Di Caprio ne fa sfoggio durante tutto il film. Molti esempi li troviamo anche su “Falcone e Borsellino”. Falcone in particolare era un noto appassionato della stilografica. Ancora, ne “Il commissario Montalbano”, notiamo che spesso il commissario appunto gioca con la sua Pelikan. 

Comunque è innegabile che la penna stilografica sia uno strumento davvero particolare. 

Non voglio però parlare della stilo in termini tecnici. Voglio dirti, anzi, scriverti, di cosa è la stilo per me.

Nel momento stesso in cui ne vedi una percepisci subito un valore diverso, e non quello dell’oggetto in sé. Scrivere con una stilografica è un modo tutto diverso di concepire la scrittura stessa, soprattutto oggi che abbiamo sempre un tablet e smartphone a portata di mano.

tablet e stilografica

Quando nasce la penna stilografica

La Stilo è una penna a serbatoio, nel senso che ha una cartuccia d’inchiostro che alimenta il pennino, e qualche volta ci sporca le mani… Ma non è nata così. La stilografica è la diretta discendente della penna “animale”, quando ancora si intingeva nel calamaio. Sembra che il primo a progettare la penna moderna sia stato Leonardo da Vinci, tanto per cambiare ne ha combinata un’altra il geniaccio… Dopo vari tentativi si arrivò, ai primi dell’800, ad un susseguirsi di brevetti. Francesi, Rumeni, Inglesi e Tedeschi si batterono per registrare il miglior sistema stilografico.

 Gli aspetti principali che avrebbero migliorato? Autonomia d’inchiostro, usabilità, fluidità del pennino e soprattutto pulizia nell’utilizzo!!!

Com’è fatta la penna stilografica

La penna stilografica è una penna semplice nella costruzione. Ha un corpo centrale che ospita la cartuccia d’inchiostro, un sistema a serpentina che, per capillarità, trasferisce l’inchiostro al pennino permettendo la scrittura e un sistema del “troppo pieno” che la protegge da sbalzi di temperatura e pressione. Tutto qua. Le differenze sostanziali tra le varie fogge sono nei materiali usati per l’involucro e il pennino. Pensate, ci sono penne fatte di radica, corno, avorio, cesellate oppure incastonate di diamanti…la fantasia non ha limiti. Così come i pennini, che oltre ad una moltitudine di forme per le varie scritture (qui un approfondimento), vengono prodotti in diverse leghe metalliche, dall’acciaio al platino…

Perché la stilo oggi?

sfera vs stilografica

Già, me lo sono chiesto diverse volte, perché usare la penna stilografica oggi quando in realtà le penne a sfera sono molto più comode, pratiche ed economiche? Non sono così presuntuoso dal voler dare una regola di interpretazione, ma credo che alcuni aspetti, per noi amanti stilografici, siano comuni.

Forse non c’è un solo perché. Io adoro scrivere con la stilografica. Il processo di scrittura è completamente diverso.

E’ come se, ad un certo punto, il tempo si dilatasse

Prendo un foglio di carta, la penna in mano. Già nel togliere il cappuccio le sensazioni tattili mi trasmettono una calma che è in netto contrasto con il mondo frenetico di oggi. Tracciare il primo tratto e vedere l’inchiostro asciugarsi, passare da lucido e bagnato a secco ed opaco. Scrivere arrotondando la scrittura stessa, la calligrafia ma anche le parole. Non c’è fretta, non è fast food e nemmeno una sveltina.

In un mondo fatto di messaggi istantanei sui social o WhatsApp, prendermi del tempo con me stesso mi da sempre delle stupende sensazioni. Mi piace leggere e scrivere. In realtà proprio lo adoro. A 35 anni scrivo ancora. Spesso, in realtà. Ma non scrivo solo per me, scrivo anche per chi mi legge, e a volte, non è solo il contenuto dello scritto a farla da padrone.

Ho scritto da poco ai miei genitori. Non per comunicargli qualcosa che non sapevano, oppure qualcosa di grave o importante. Ho scritto loro perché mi andava di trasmettergli il mio calore, l’affetto che provo per loro.

Scrivere con una stilo non è “solo” scrivere. Per me usare la stilo è riprendere in mano l’essere io, è vivere il presente e rifiutare la routine e la velocità che la vita di tutti i giorni ci appiccica addosso.

la stilo

Ecco, la stilo è un’estensione non del mio corpo, ma della mia mente.

Su un foglio di carta fatta a mano siamo in grado di imprimere sensazioni, possiamo disegnare emozioni, possiamo dare sicurezza e protezione, ci leggiamo amore o delusione, impariamo dal passato e tracciamo il futuro.

Si, anche il foglio di carta ha la sua importanza. Un foglio di carta da copia o stampa da 80 grammi non ci conferisce quel calore, quella sensazione “ruvida” al passaggio della mano. Un foglio di carta fatto a mano, oppure una carta pregiata sono completamente diversi. Assorbono l’inchiostro, dilatano i tratti e conferiscono alla scrittura un sapore più caldo, già solo toccando il foglio stesso.

Prendi una stilo e scrivi. Scrivi alla tua ragazza, o ragazzo (e fidati non sarà banale né scontato, tutt’altro…), scrivi ai tuoi amici, ai tuoi genitori, ai tuoi figli, oppure scrivi a te stesso, ma scrivi!

E non chiamarla penna, ma chiamala Stilo, un po’ come si farebbe con una cara vecchia amica.

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