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Comprare vintage. Una scelta alla…”moda”

Perché comprare vintage?

Una domanda che mi sono fatta spesso, la risposta l’ho trovata però con il tempo, continuando a comprare vintage, fare modifiche ai capi che acquistavo e farli miei…

Apro la porta del negozio e sono subito investita da un odore, quell’odore che mi fa subito capire cosa significa per me comprare vintage.
Lei, la vedo subito.
Mi attira quel colore così particolare, che mi dà subito quella sensazione di spensierata felicità. Sembra una nuvola estiva che ti accarezza. Poi la tocco e il tessuto è più corposo di come me lo aspettassi, lievemente rigido, mi sorprende questa sensazione e il riflesso allo specchio quando la indosso mi strega letteralmente. Ok, è mia. Di corsa a casa!
Seduta sul divano, sono super concentrata a scucire la mia “nuova” gonna a ruota di pizzo giallo. Vintage, ovviamente! Anni ’50 per la precisione. L’ho acquistata nel mio negozio vintage di fiducia, ma il punto vita era leggermente stretto per me.
Questi 2 cm in meno mi procurano del lavoro extra, sì, perché comprare vintage non significa solo entrare in negozio e pagare.
Comprare vintage è un’esperienza, è un incontro fortuito, è trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
Per fortuna questa mattina ero assolutamente nel posto giusto, perché ho trovato LEI.
È perfetta per i prossimi eventi sul vintage a cui parteciperó!

È perfetta anche se non lo è. Questo è uno dei segreti del vintage.

Spesso acquisto capi che hanno delle macchioline, lembi scuciti, cuciture allentate. È un compromesso che i veri appassionati come me accettano molto volentieri. Anzi, ne vanno alla ricerca.
Perché lo facciamo?
Non mancano di certo i negozi di abbigliamento perfettamente alla moda, con scaffali di abiti nuovi di zecca, e sicuramente senza tutti questi difettucci.

Lo facciamo perchè ogni capo vintage ha una storia a sé, aneddoti da raccontare intrecciati in mezzo alle trame di quei fili.

Trovo tutto questo molto romantico, e non potrei farne a meno.

Questi abiti portano con sé le vicende del loro tempo, la vita di chi li ha indossati, le tecniche di lavorazione degli artigiani che oggi stanno scomparendo.

Entro in un negozio vintage e ne respiro l’aria oltre che l’atmosfera; queste giacche di velluto a coste, le camicie in crêpe de Chine, i pantaloni di lino inamidato, hanno un odore tutto loro. Quando giro tra gli appendiabiti passo in rassegna ogni capo, saggio i tessuti con le mani. Hanno una consistenza unica!
Sono consapevole che non ci saranno due pezzi uguali, e che per le strade non incontrerò nessuno con un vestito uguale al mio.

Comprare vintage significa non avere fretta, ma accompagnatori pazienti, oppure appassionati nella stessa misura.

Sull’etichetta interna é riportata una taglia, la mia, ma non é inusuale che le misure del vintage non corrispondano a quelle attuali, perché la fisicitá -nelle donne come negli uomini- è cambiata molto nel tempo. L’alimentazione é diversa e in genere siamo piú formosi.

Rompo le cuciture e mi rendo conto, andando mentalmente a ritroso, del lavoro svolto su questo tessuto. Immagino una donna intenta con ago e filo con precisione millimetrica unire i lembi di questo pizzo giallo. Imbastire pieghetta dopo pieghetta e poi orlare tutto.

Ecco, ho finito di smontare la cintura, la metto da parte e visualizzo allargandolo con le mani il grande pezzo di stoffa gialla. É un rettangolo! Ho fatto tante gonne a ruota nella mia vita, ma mai ero partita da una stoffa rettangolare.

Oggi ho imparato qualcosa di nuovo, penso tra me e me felice come una bambina.

La moda non mi è mai interessata – non quella attuale almeno- ma non credo sia un fatto di stagioni o di sfilate. La vera moda non cambia anno per anno. Per me la moda é un fatto sociale piú che di stile, testimonia come cambia e come è cambiato il modo di pensare di un’epoca, ne riflette paure e desideri: é un fenomeno strettamente collegato alla storia. Una gonna a ruota o un abito da sera mi fanno pensare alla donna che poteva indossarlo, mi chiedo quali esperienze abbia vissuto.

L’abito in questo caso FA il monaco.

Anche i materiali mi incuriosiscono molto perché quello che si utilizzava un tempo oggi non esiste più oppure si é evoluto tecnologicamente. Oggi l’industria della moda ci facilita la vita e ci alleggerisce molto meno il portafogli. Ad esempio esiste l’elastico. Che svolta epocale! Ma ne parleremo in un’altro articolo.

Questa gonna gialla non aveva elastico (e se la proprietaria fosse ingrassata oppure dimagrita?)

Un capo ti calzerà a pennello o sarà un completo disastro. Oppure fai come me, ti prepari per le modifiche! Non senza una certa ansia di fondo, perché speri sempre di non combinare casini irreparabili.

Quindi, vi chiedete ancora “perché comprare vintage?”
Io mi chiedo perché no?
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