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Arredamento vintage

arredamento vintage

Ma cosa significa arredamento vintage? Spesso è una domanda che mi pongo quando passo tra i mercatini vintage o simili. Vedo cianfrusaglie insieme a oggetti degni di nota. E vedo gente che cammina un pò come zombi tra le bancarelle di cose per la casa pensando al prossimo acquisto per il proprio arredamento vintage. Ma non è così. Scopriamo insieme cos’è lo stile vintage in casa!

La nostra definizione di arredamento vintage

Recupero del passato per vivere il futuro: questa potrebbe essere una giusta definizione dello stile vintage per la casa. Del resto, lo stesso suo nome, che deriva dal francese “vendenge”, indica genericamente i vini d’annata pregiati ed è divenuto, nell’accezione comune, sinonimo di “vissuto”.

Negli ultimi anni se c’è uno stile, per l’arredamento, che è sempre più di tendenza è il vintage.

E non sembri un paradosso, definire alla moda oggetti “datati”, perché si tratta di uno stile a sé, che da solo può arredare una casa, ma che può anche accostarsi armonicamente ad elementi già presenti. 

Il vintage riunisce oggetti che hanno più di vent’anni di vita ed è uno stile che si rinnova continuamente. Questa è la sua magia: perché oggi gli oggetti anni ‘80 o ‘90 (che sembrano “solo ieri”) sono vintage, ma fra pochi anni saranno vintage anche quelli del 2000. Anche se sembra addirittura “ancora oggi”.

Se un oggetto ha più di vent’anni, a seconda del genere e del valore muta in antiquariato e si trasferisce al piano nobile, entrando a far parte di un campo da cui il vintage, anche quotato, prende solo il passare del tempo. Oppure un oggetto può essere di recente fattura e ricordare, nelle forme o nei materiali, un’epoca passata: quell’oggetto non è vintage, ma “retrò”, uno stile ancora diverso. 

Arredamento vintage: i mobili ed accessori vintage 

L’arredamento vintage ha un valore aggiunto: qualunque sia il genere di arredamento preferito, lo si può trovare anche in stile vintage.

Considerato di tendenza ormai da tempo, il segreto del suo successo sta nella sua caratteristica di base: sarà sempre possibile trovare oggetti che hanno compiuto vent’anni di vita, capaci di donare sensazioni e atmosfere tipiche di un passato relativamente recente.

E’ per questo che i mobili e gli accessori vintage si trovano dappertutto, negli appartamenti privati come negli hotel di lusso, nei ristoranti più in voga come nelle esposizioni di design o nelle riviste di arredamento alla moda.

Ti consiglio di leggere questo articolo per un complemento d’arredo veramente al top il giradischi vintage.

Ma qual’è lo stile vintage e come posso creare una “casa perfetta che viene dal passato”?

 
Scegliere di arredare in stile vintage presuppone la piena consapevolezza del tempo reale che si sta vivendo, in cui l’accessorio o il mobile vintage rappresenta un arricchimento della memoria, non certo un modo di vivere fuori dal tempo o, peggio, di vivere un tempo diverso, ormai andato.

arredamento vintage

Quindi scegliere oggetti che raccontino una storia, ma che non sia una storia solo da ascoltare. 

2. Le caratteristiche del design negli anni: dagli anni ‘20 fino al ‘90

L’universo del design ha compiuto un percorso lungo e variegato nel corso del ventesimo secolo, nel quale si sono susseguite numerose tipologie di stili anche sostanzialmente diverse tra loro e influenzate dai differenti momenti storici. 

Lo stile vintage negli anni ’20

A partire dagli anni ‘20, si comincia ad affermare un’avanguardia che si evolverà negli anni a seguire. Originalità e glamour, attenzione estetica che risente ancora del Liberty e che si trasforma in Art déco.

Il successo industriale influenza il potere economico e sono sempre più numerose le case con arredi di lusso: quindi lampade a stelo, disegni curvilinei, cornici dorate e opulente, divani con coperture preziose. 

L’arredamento vintage degli anni ’30

Gli anni ‘30 portano creatività e innovazione, nuovi materiali e forme inedite che forniscono un concetto diverso di design.

In questi anni si gettano le basi per lo sviluppo della produzione industriale, con la sperimentazione di materiali innovativi come il nylon, i laminati e la plastica. Quindi linee morbide e legni lucidi, divani realizzati con materiali esclusivi come la pelle, tavoli preziosamente decorati, sedie imbottite e rivestite da tessuti damascati.

Accessori ed elettrodomestici anni ‘30 donano alla casa moderna colori sgargianti e linee sinuose; le locandine tipiche della pubblicità danno personalità alle pareti.

Gli anni ’40 in casa

Negli anni ‘40 l’evoluzione del design viene frenata dai drammatici eventi che ne caratterizzano gli inizi: mancando il legno, gli architetti di interni iniziano ad utilizzare l’acciaio e l’alluminio. Le linee sono sobrie, i dettagli di lusso limitati a pochi eletti e i materiali poveri destinati alla maggioranza della popolazione: queste le caratteristiche che continueranno a caratterizzare l’arredamento anche nell’immediato dopoguerra.

Mobili anni ’50, l’esplosione del design

Gli anni ‘50 rappresentano il riscatto e la fine delle ristrettezze: sono anni d’oro per il design, che produce vere e proprie icone dell’arredamento moderno, di attualità anche oggi.

Nasce la Lounge Chair, emblema della voglia di proporzioni ampie e di comfort totale, caratterizzata dall’alta qualità dei materiali utilizzati e dall’accuratezza della lavorazione.

Sono anni in cui gli artisti trasformano oggetti industriali in opere d’arte: un treppiede che regge un faro d’automobile diventa una celebre lampada a terra. Nelle cucine entrano i primi frigoriferi dai colori pastello e dalle forme bombate, grandi e opulenti, ma anche i primi piccoli elettrodomestici ispirati alla comodità d’utilizzo. 

Gli anni ’60 e la pop art

La vera esplosione di vitalità si realizza negli anni ‘60, pervasi dal desiderio di innovazione, con la plastica incontrastata protagonista. Forme colorate e d’impatto, i mobili di questi anni si differenziano dai precedenti per il design futuristico.

Divani e poltrone sono essenziali e hanno colori decisi, a volte addirittura fosforescenti; sono accostati a complementi d’arredo e accessori in plastica e a celebri quadri pop art.

L’avanguardia nell’arredamento degli anni ’70

A partire dagli anni ‘70, gli architetti passano ad un livello alternativo di progettazione, utilizzano in modo quasi esasperato i colori e sperimentano l’uso di materiali inediti. Nasce l’open space, le aperture si ingrandiscono quasi ad accentuare la voglia di libertà.

Le tonalità di colore sono forti, i tessuti esaltati da grafiche geometriche e psichedeliche, i mobili e i complementi d’arredo sono essenziali e lucidi, spesso con inserimenti di vetro o plastica coloratissima. I divani hanno strutture bombate rivestite in pelle scura o, all’opposto, sono essenziali ma variopinti.

L’esplosione culturale degli anni ’80

Gli anni ‘80 sono particolari e vivaci: l’economia va a gonfie vele, si può spendere e quindi curare anche l’arredamento della casa. Inizia l’utilizzo di dettagli tecnologici per aumentare la funzionalità e si sperimentano nuove soluzioni e materiali, come il vetrocemento.


Le tonalità sono decise, le forme cariche di sovrastrutture, i colori audacemente accostati: molto viola e giallo, moltissimo rosso e blu. Spadroneggia la geometria in bianco e nero, capace di fare risaltare i vari angoli di una stanza. 

Gli anni ’90 e l’arredamento moderno

L’arredamento anni ‘90 può essere definito con una sola parola: pratico.

Allontanandosi dagli eccessi degli anni precedenti, si preferiscono soglie di minimal e di essenziale che saranno l’anello di congiunzione fra il ventesimo secolo e gli anni 2000.

Si riscopre l’arte povera, il riciclo, si parla sempre più di ecosostenibilità anche negli arredi, la parola d’ordine è: sobrietà. I mobili sono poco appariscenti, i colori neutri con punte di verde inaspettato ma coerente con le ideologie del momento. Solo i divani si concedono un lusso in più e diventano ampi e comodi quasi come letti.

arredamento stile vintage

Perché arredare la casa in stile vintage

Un arredamento vintage si pone in equilibrio fra classe e semplicità ma, a seconda dei complementi scelti, può essere anche ricco e volutamente eccessivo, con allestimenti romantici e sognanti o linee essenziali, inconsapevolmente anticipatrici del design post moderno.


I mobili vintage sono tutto questo ed è questo il segreto del loro successo: la loro versatilità.

Così, basta poco per completare con un tocco ricercato un arredamento già definito nel carattere: il divanetto all’ingresso o nell’angolo spoglio di una grande sala; le sedie imbottite e damascate (magari con fantasie diverse) attorno ad un tavolo in legno; le credenze colme di stoviglie reperite nei negozi di brocantage.

Certo, bisogna avere occhio e misura, è facile sconfinare nel “troppo” con il vintage.

Bisogna partire dal presupposto che si tratta di oggetti che hanno già avuto una precedente vita, quindi hanno un carattere diverso rispetto a quelli completamente nuovi. 
Legno, ferro battuto, acciaio cromato, combinazioni miste di materiali, linee minimal che assicurino praticità: è importante mantenere l’ordine, senza rinunciare al piacere.

Allora, perché arredare la casa in stile vintage?

Perché è sempre affascinante avere anche solo in un angolo di casa un objet trouvé e perché l’alone del tempo, anche nell’arredamento, aumenta il valore delle cose su cui si posa.

Vuoi info su alcuni negozi on line ed off line che trattano di vintage? Ti consiglio di leggere qui.

Arredamento vintage: consigli per gli acquisti, negozi on line e off line, guida alla valutazione

Tanto è (relativamente) facile reperire un oggetto vintage, altrettanto difficile (ma non impossibile) è riconoscerne l’autenticità. 

Vintage non è sinonimo né di antico, né di vecchio, né di moderno in stile d’epoca, né di trasandato: un bel divano vintage mantiene intatte le sue qualità e la sua fattura: se è volutamente malmesso sarà shabby, che è uno stile diverso.

Un bel giradischi fabbricato di recente in stile anni ‘60 per suonare i dischi in vinile è retrò: è vintage, invece, il giradischi originale risalente agli anni ‘60.

Il mobile vintage deve anche essere “naturalmente imperfetto”: un graffio più chiaro su un comò di legno scuro ci dice che quel mobile è stato graffiato di recente per simularne l’invecchiamento; una credenza da cucina di colore pastello deve avere la vernice un po’ opaca e tendente al grigio, altrimenti significa che è stata ridipinta; una testiera bianca, per essere vintage, deve tendere vagamente al giallo, non può essere brillante e avere il colore intatto.

Un altro consiglio riguarda il controllo da effettuare sulle giunture, che in un mobile datato sono più complesse di quelle di un mobile dalla struttura moderna, così come viti e chiodi dovranno presentare in qualche modo l’usura, la ruggine o, comunque, i segni del tempo. 

Tenendo presente che un mobile vintage è considerato tale solo se ha almeno vent’anni di vita, è preferibile cercarlo in negozi specializzati in arredamento d’antan, ma anche su piattaforme on line di modernariato, oggi sempre più spesso frequentate anche da esperti e cultori del genere. 


E’ vero che nel mercato on line non è possibile osservare la fisicità dell’oggetto se non quando viene recapitato. Ma è possibile acquisire informazioni dalle opinioni e recensioni lasciate dai consumatori, che possono essere un pratico aiuto nell’operare la scelta e un valido supporto nel valutare anche l’attendibilità del venditore.

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